CISTITI DONNA

paolo broggini paolo broggini paolo broggini Le infezioni della vescica sono la più frequenti tra le richieste di consulenza urologica ambulatoriale nella donna. Si sa che esistono due fasce d’età femminile “a rischio”: 20-30 anni e il periodo menopausale. Quando i sintomi della cistite trascendono da un evento isolato, occasionale, divenendo eventi “seriali” magari con sangue nelle urine, la cistite e’ divenuta cronica. Spesso i trattamenti antibiotici convenzionali non appaiono più sufficienti ad arginare i sintomi e la donna diventa schiava della cistite. La vescica della donna presenta un epitelio interno di rivestimento chiamato urotelio che è dotato di una pellicola di protezione anticorpale a contatto diretto con l’urina: se questa paratia viene violata ripetutamente dai germi, la vescica non si difende più dagli stessi ed ecco la cronicizzazione. Alcune condizioni come la stitichezza, la scarsa assunzione di liquidi, l’attività sessuale, la menopausa possono predisporre alla cistite una donna. Come uscirne? La medicina propone una prassi vincente che prevede una visita urologica alla donna che esamini oltre agli esami di laboratorio colturali anche la statica pelvica ossia l’integrità dei piani muscolo-fasciali e dei legamenti utero-vescico-rettali: alcune donne appaiono “ritenzioniste” ossia non svuotano correttamente e per intero la loro vescica e ciò spesso è alla base del problema. A volte invece la donna perde urina e la sua incontinenza peggiora durante le fasi di cistite. Bisogna sempre escludere nei casi di aumentata frequenza minzionale con sangue nelle urine, i tumori della vescica, in particolare il subdolo carcinoma in situ che vede nella donna fumatrice una maggiore possibilità di sviluppo rispetto alla non fumatrice.